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    <title>Scoprire il salento... Spiagge, città, storia, cultura, piatti tipici, prodotti tipici....</title>
    <link>https://www.casasalentina.it</link>
    <description>questo blog nasce dal mio interesse nel conoscere il Salento nella sua completezza... non solo mare, ma anche cultura, usi, città.... partirò dalla mia città Natale e proseguiremo insieme il viaggio alla scoperta dei posti incantevoli che vi sono.... Vi auguro un buon viaggio...</description>
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      <title>Scoprire il salento... Spiagge, città, storia, cultura, piatti tipici, prodotti tipici....</title>
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      <title>Santa Maria al bagno</title>
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      <description>Santa Maria al bagno, perla dello ionio. Una splendida caletta vi accoglierà per fare un meraviglioso tuffo.</description>
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      <pubDate>Sun, 17 Nov 2019 09:41:38 GMT</pubDate>
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      <title>Santa Caterina</title>
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           Le Marine di Nardò, quattro gemme incastonate su un litorale di straordinaria bellezza.
          
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          Santa Caterina
         
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         Santa Caterina è una marina facente parte della riviera di Nardò, dal quale dista 7 km e che prosegue con Santa Maria al Bagno. È un piccolo centro balneare di grande valore ambientale e naturalistico grazie alla tranquilla e verdeggiante pineta, alle grotte naturali e ad un limpidissimo mare. Santa Caterina è delimitata da due vicine torri. La “Torre di Santa Caterina” e la “Torre Dell’Alto”: la prima è quasi nascosta in una macchia di pini e guarda direttamente verso l’abitato, la seconda segna il confine con il Parco di Porto Selvaggio. Entrambe facevano parte di quel complesso sistema di difesa e di avvistamento costiero voluto da Carlo V per respingere gli attacchi dei Turchi. Lungo la costa di Santa Caterina si aprono numerose grotte e cavità molte delle quali si sono rivelate preziose perché hanno permesso il rinvenimento di fossili e di reperti preistorici. Tra queste, ricordiamo la Grotta del Capelvenere, situata ai piedi del dirupo che chiude a nord il paese.
        
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         Dalle alture di questo piccolo centro turistico si può ammirare il litorale salentino delimitato da Gallipoli verso sud e dal parco naturale regionale di Porto Selvaggio verso nord.
         
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          Alle spalle del tratto di costa che va da Santa Maria al Bagno sino a Santa Caterina, vi sono le Cenate, una delle zone residenziali più belle del Salento ed il suo nome deriva dall’uva acenata. Nei pressi di Santa Caterina si possono vedere anche i ruderi di un’abbazia risalente al periodo tardo-medievale.
         
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          Durante la stagione estiva, Santa Caterina è un luogo molto frequentato dai giovani. Il suo lungomare e la via principale sono prese d’assalto da ragazzi e ragazze che amano passeggiare durante le afose serate di giugno, luglio e agosto. In questi tratti sono sorte molte attività commerciali come bar, gelaterie, pub e lounge bar dove poter gustare cocktail o ascoltare musica sotto uno dei tanti gazebo che occupano parzialmente le vie. Sono presenti anche numerosi ed ottimi ristoranti specializzati in gustose pietanze di pesce. L’importante spinta turistica ha permesso poi il sorgere di strutture ricettive come b&amp;amp;b, case vacanze ed un resort e centro benessere omonimo, pur restando piuttosto distante dalla grande frequentazione (e confusione?) di Gallipoli. I viali principali confluiscono in una piazzetta e in tutto il percorso la movida è presente fino a tarda ora. Molte aree del paese sono di recente ristrutturazione e permettono di godere al massimo dei panorami e dei profumi che lo contraddistinguono.
         
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         La costa è esclusivamente rocciosa fatta di bassa scogliera, in alcuni tratti è possibile per i turisti fare il bagno o, per i più coraggiosi, “sperimentare” bellissimi tuffi. È presente in realtà anche un piccolo lido sabbioso concesso però in gestione a privati. Il colore del mare è di un azzurro tenue verso la costa per diventare rapidamente più intenso segno di acque più profonde. Al mare di Santa Caterina sono state assegnate Cinque Vele dalla Guida Blu diffusa da Touring e Legambiente ed è considerata una delle dieci località marine più belle d’Italia.
        
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      <pubDate>Sat, 02 Nov 2019 09:32:55 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Sant'Isidoro</title>
      <link>https://www.casasalentina.it/sant-isidoro</link>
      <description>Le marine di Nardò si trovano sul versate ionico del Salento e sono caratterizzate da un paesaggio che si presenta a tratti roccioso e a tratti sabbioso, un po’ come tutta la penisola salentina. Ciascuna delle marine presenta delle caratteristiche che la rendono unica, particolare e differente dalle altre.
Faremo cominciare questo viaggio ideale alla scoperta delle marine di Nardò partendo da Sant'Isidoro.</description>
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           Le Marine di Nardò, quattro gemme incastonate su un litorale di straordinaria bellezza.
          
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          Sant'Isidoro
         
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            Le marine di Nardò si trovano sul versate ionico del Salento e sono caratterizzate da un paesaggio che si presenta a tratti roccioso e a tratti sabbioso, un po’ come tutta la penisola salentina. Ciascuna delle marine presenta delle caratteristiche che la rendono unica, particolare e differente dalle altre.
           
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            Faremo cominciare questo viaggio ideale alla scoperta delle marine di Nardò partendo da Sant'Isidoro.
           
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            La località di S. Isidoro, marina e frazione di Nardò, si affaccia sul Mar Ionio pochi chilometri a sud della più conosciuta Porto Cesareo. È il posto ideale per chi ama la finissima sabbia e i fondali bassi ed è parte del Parco Marino di Porto Cesareo e Nardò istituito negli Anni Novanta.
           
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            Questo piccolo centro abitato si è sviluppato negli ultimi quindici anni grazie al vivace impulso turistico e prende il nome da un’antica torre costiera tuttora esistente che si affaccia su di un lungo arenile sabbioso, ma di fatto costituito da un’unica grande curva che si estende per circa un chilometro. Vi sono poi altre due spiagge più piccole chiamate “Lido dell'Ancora” e “Fiascone”. Un’importante particolarità è data dalla favorevole posizione che permette di essere sempre riparati dai venti dando modo di poter disporre di un mare particolarmente calmo e alcune correnti sottomarine d’acqua dolce lo rendono ancor più trasparente, risaltando i fondali per la gioia degli appassionati di snorkeling.
           
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           Di fronte alla Torre di Sant’Isidoro potrete scorgere la presenza di un isolotto, che si allunga verso il mare formando un molo naturale, rendendo l’acqua della baia sempre calma e tranquilla. Una piscina naturale a tutti gli effetti nella quale godersi giornate di sole e relax. È proprio da Sant’Isidoro che prende idealmente il via tutto quel lungo tratto costiero che si caratterizza per le grandi distese di sabbia e per il mare particolarmente basso e cristallino che arriva fino a Porto Cesareo. La baia rimane relativamente piccola perché i tratti di spiaggia libera sono limitati e nei weekend estivi può essere difficile riuscire a trovar posto: ai turisti si sommano gli abitanti delle località dell’entroterra, in particolare copertinesi, per cui in queste circostanze è preferibile arrivare di buon’ora e prendere un ombrellone nelle attrezzate strutture private. Oltre ai lidi, a Sant’Isidoro sono presenti infatti un villaggio turistico (dotato di campetti da tennis e di calcetto) e un campeggio, luoghi in cui si suddividono da un lato i turisti che prediligono comodità e animazioni e dall'altro quelli che amano il contatto con la natura. L’assenza totale di scogli, la sabbia finissima e il livello dell’acqua costantemente basso rendono Sant’Isidoro ideale per le vacanze delle famiglie con bambini piccoli.
          
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            La località risponde alle esigenze turistiche offrendo le più comune attività commerciali lungo le sue vie e in particolare bar, supermercati e ristoranti che offrono piatti tipici locali e pesce fresco. Come strutture ricettive esterne al villaggio, esiste comunque la possibilità di affittare b&amp;amp;b o villette per periodi di tempo più lunghi.
           
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           Il nome di S. Isidoro deriva da Torre Sant’Isidoro, una struttura realizzata nel Cinquecento che sorge ad un’estremità della baia e voluta come tutte le altre torri salentine per volere di Carlo V come forma di controllo del mare volto a respingere attacchi turchi. La pianta della torre è quadrata e presenta tre piani con una terrazzo dotato di guardiola. Oggi è di proprietà del demanio.
          
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           A 2 Km da S. Isidoro si trova una vasta cavità sotterranea denominata “Palude del Capitano”, creatasi a causa dell'erosione da agenti atmosferici. È uno specchio d’acqua salmastra che  comunica con il mare attraverso una rete di canali sotterranei, uno scenario veramente suggestivo. 
          
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      <pubDate>Sun, 27 Oct 2019 10:38:38 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Alla scoperta del Salento Spiagge, Città e posti da visitare</title>
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          Nardò e le sue Marine
         
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Questo blog nasce dal mio interesse nel conoscere il Salento nella sua completezza... non solo mare, ma anche cultura, usi, città.... partirò dalla mia città Natale e proseguiremo insieme il viaggio alla scoperta dei posti incantevoli che vi sono.... Vi auguro un buon viaggio...
          
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  &lt;div&gt;&#xD;
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      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Nardò
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           è una cittadina a sud-est di Lecce di circa 40.000 abitanti. E' ricca di Storia, Monumenti e Piazze, tuttavia è posizionata a pochissimi km dal mare ed è costeggiata da piccole marine, una più bella dell'altra.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Le origini di Nardò risalgono attorno al VIII- III sec a.C. quando fu un centro dell’antica civiltà dei Messapi. La città prese il nome di Nerito (dal greco antico nar, cioè acqua), poi sotto i Romani divenne Neretum e fu eletta centro balneare a causa dell'Emporium Naunia (che era presso l'odierna S. Maria al Bagno), infine divenne l’attuale Nardò. Nel 269 a.C., la cittadina fu conquistata dai Romani e attraversata dalla famosa Via Traiana, che costeggiava tutta la riviera Ionica.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Dopo la caduta romana, Nardò passò sotto il dominio dei Bizantini dal VI all’XI secolo e ciò portò alla presenza dei monaci Basiliani, che diffusero una nuova tipologia di costruzione in grotte. I Normanni si impossessarono della città nel 1055 e dal 1266 subentrarono gli Angioini, i quali svilupparono il feudalesimo. Tuttavia rimasero molto più a lungo le influenze della cultura bizantina tanto che la lingua e la liturgia greca persistono nei secoli fino al 1577, quando per ordine del Concilio di Trento il rito greco fu definitivamente soppresso. Nel 1497 il feudo di Nardò fu assegnato ad Andrea Matteo Acquaviva, il cui figlio, Belisario, ne divenne duca. La figura di Belisario è celebre fu umanista e mecenate della città dando così inizio al lungo possesso degli Acquaviva protrattosi fino agli inizi del sec. XIX quando il feudalesimo fu destituito e che vide anche momenti molto cruenti come durante il Seicento quando Gerolamo Acquaviva seminò terrore facendo assassinare il barone Pietro Sambiasi e sei sacerdoti della cattedrale a seguito di un tentativo di rivolta filofrancese dei neretini, ma di fatto assicurando Nardò agli Acquaviva ancora per diversi secoli.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Cosa vedere
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La risposta alla domanda cosa vedere a Nardò potrebbe risultare scontata: le marine. Ma non è tutto, ve lo possiamo assicurare:
           
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            a Nardò c’è molto altro.
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Iniziamo con il consigliare la
           
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           , creata in sostituzione della storica chiesa di Santa Maria di Nerito. Si tratta di una basilica, molto classica nella sua architettura che, però, conserva vari affreschi di prestigio e il Crocifisso, che venne realizzato nel XIII secolo, che ha come peculiarità quella di essere realizzato con legno di cedro nero.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Altra chiesa degna di nota è quella di
           
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            San Domenico
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           , che risale al 1500. Dello stesso periodo anche la
           
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Chiesa dell’Immacolata
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           , che è considerata uno dei capolavori della pietra leccese. Ci sono, infine, la
           
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Chiesa di Santa Chiara
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           , la
           
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Chiesa della Beata Vergine Maria del Carmelo
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           , la
           
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Chiesa di Santa Maria della Purità
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           , la
           
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Chiesa di San Trifone
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           , la
           
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Chiesa di Sant’Antonio da Padova
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           , la
           
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Chiesa di Santa Teresa
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           e la
           
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Cripta di Sant'Antonio Abate
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           , dove si possono vedere moltissimi affreschi in stile bizantino.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           In stile neoclassico, invece, è il
           
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Seminario Vescovile
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           . Facendo un altro giro in città ed esulando da quelle che sono le architetture religiose, a Nardò non si può non visitare il
           
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Palazzo dell’Università, o Palazzo di Città
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           , nato per ospitare il Sindaco dei Nobili e il Sindaco del Popolo nel XVI secolo. Si noti bene che questa struttura è stato anche sede del Tribunale di Lecce. Ma non è tutto, perché ci sono anche il
           
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Sedile
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           , il
           
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Castello Acquaviva
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           , oltre alle varie
           
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Torri Costiere e alle masserie fortificate.
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
                      
           Le Marine di Nardò, quattro gemme incastonate su un litorale di straordinaria bellezza.
          
                    &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;font&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/font&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;font&gt;&#xD;
        
                        
            Le marine di Nardò si trovano sul versate ionico del Salento e sono caratterizzate da un paesaggio che si presenta a tratti roccioso e a tratti sabbioso, un po’ come tutta la penisola salentina. Ciascuna delle marine presenta delle caratteristiche che la rendono unica, particolare e differente dalle altre. 
           
                      &#xD;
      &lt;/font&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;font&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
                          
             Sant'Isidoro
            
                        &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/font&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;font&gt;&#xD;
        
                        
            Faremo cominciare questo viaggio ideale alla scoperta delle marine di Nardò partendo da Sant'Isidoro, cittadina che sta acquisendo una sua identità e che in passato era conosciuta più che altro per la vicinanza a Porto Cesareo e come mercato del pesce. Oggi, però, Sant'Isidoro sta esplodendo, anche perché la bellezza che la caratterizza, e che è racchiusa nel mare e nella spiaggia dorata, viene sempre più valutata, con opere di diverso genere. La frazione prende il nome dalla torre che si trova sul suo territorio e che si erge sulla costa sabbiosa, quasi a volerla proteggere. La Torre di Sant'Isidoro risale al XVI secolo e fu fatta costruire da Carlo V proprio al fine di difendere la zona di Nardò dai Saraceni. Si tratta di una torre molto semplice nella sua architettura, ma anche molto imponente e suggestiva da vedere, che adesso risulta essere dimora estiva di privati. 
           
                      &#xD;
      &lt;/font&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;font&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
                          
             Porto Selvaggio
            
                        &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/font&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;font&gt;&#xD;
        
                        
            Arriviamo nella paradisiaca Porto Selvaggio, che è, a ragion veduta, una delle perle più amate del Salento e che fa risplendere tutto il versante con la sua bellezza e il suo carattere selvaggio che la rende differente da tutto il resto delle località circostanti. Quello che la caratterizza è il connubio tra mare, spiaggia, scogliera, pineta, nonché la cosiddetta macchia mediterranea, che si configura come qualcosa di raro e, pertanto, da salvaguardare. Qui si trovano due torri, Torre Uluzzo e Torre Inserraglio, che, purtroppo, non si trovano in condizioni ottimali come le altre torri situate nel comune di Nardò. Dal 2007 questa marina è stata inserita dal FAI tra i 100 luoghi del cuore che devono essere salvati e questo perché racchiude in sé delle specie in via d’estinzione per quel che concerne la flora. Il parco di cui sopra ricade tutto nel comune di Nardò che, quindi, ne ha non solo la proprietà ma anche la gestione. Porto Selvaggio è, paesaggisticamente parlando, una delle zone più belle del Salento ed è frequentata da gente e turisti provenienti da ogni parte dell’Itala e del mondo.
           
                      &#xD;
      &lt;/font&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;font&gt;&#xD;
        
                        
            Il confine meridionale di Porto Selvaggio coincide con l’abitato di Santa Caterina e col promontorio dell’Alto.
           
                      &#xD;
      &lt;/font&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;font&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
                          
             Santa Caterina
            
                        &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/font&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;font&gt;&#xD;
        
                        
            Spostandoci, poi, troviamo Santa Caterina meta ideale per chi desidera una vacanza di mare, sole e relax e divertimento. Qui si trovano molti locali, ristoranti, luoghi di ritrovo e tutto quello che un turista può volere. La zona, inoltre, è molto nota per alcun bellissime ville signorili che sono il simbolo della ricca borghesia che prima popolava la zona. Una delle caratteristiche di Santa Caterina è la costa, dove si nota un intervallarsi di sabbia e scogliere, che la rendono unica. In zona si trovano ben due torri costiere, ossia Torre Santa Caterina e Torre dell’Alto, sorte anch'essa nello stesso secolo e con le stesse finalità. Tutte queste torri, infatti, fanno parte di un sistema di controllo più vasto e sono comunicanti l’una con l’altra.
           
                      &#xD;
      &lt;/font&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;font&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
                          
             Santa Maria al Bagno
            
                        &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/font&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;font&gt;&#xD;
        
                        
            L’ultima marina del comune di Nardò è Santa Maria al Bagno. La marina risale all'era preistorica e a conferma di questo sono state rinvenute diverse testimonianze. Lo sviluppo della città così come è oggi, però, è molto più recente, dato che è diventata un centro termale di strategica importanza solo sotto il dominio romano. Il fatto di essere una città termale spiega anche la dicitura “al bagno” che in molti trovano curiosa. Anche qui c’è una torre costiera, nota come la Torre del fiume Galatena (di cui i quattro bastioni angolari rappresentano quel che resta) nata nello stesso periodo dell’altra e, naturalmente, con lo stesso scopo.
           
                      &#xD;
      &lt;/font&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          &lt;br/&gt;&#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Questo è sono un piccolo antipasto di questa meravigliosa cittadina e delle sue marine
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 24 Oct 2019 16:30:12 GMT</pubDate>
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cultura salentina
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